Riportiamoli a casa

24 gennaio 2008: nel trambusto a Montecitorio per la caduta del governo Prodi, ha colpito la mia attenzione un servizio del telegiornale dove si vedeva un gruppo di persone che manifestavano per ricordare gli 8 italiani dispersi nell'incidente aereo in Venezuela.
Che cosa è successo? Il 4 gennaio 2008 12 persone salgono a bordo di un bimotore ad elica, un Let-410 della compagnia Venezuelana Transaven, diretti alle isole di Los Roques. Qualcosa però non va. Il pilota segnala un avaria ad entrambi i motori e dice che tenterà un ammaraggio. Purtroppo da quel momento di quell'aereo non se ne avrà più traccia. A bordo, come dicevo, 12 persone di cui 8 italiani...
Il 12 gennaio dei pescatori trovano un corpo in mare, sembra che si riaccendano le speranze almeno di riportare a casa i corpi. Invece tutto si spegne nel più assurdo e brutto dei silenzi.
A bordo di quel velivolo c'era anche una coppia romana appena sposata ed in viaggio di nozze, Stefano Fragione e Fabiola Napoli. Questo viaggio da sogno è stato regalato loro dagli amici ed è proprio perchè non riescono a darsi pace di questa cosa, hanno creato il sito www.stefanoefabiola.org. Attraverso questo sito cercano di non far spengere la fiaccola della speranza e nel contempo di tenere viva l'attenzione del media e dello Stato italiano su questa faccenda. Nella sezione foto e video del sito è possibile vedere le foto della ficcolata di Montecitorio, quella organizzata davanti alla Farnesina e altre iniziative.
Oltre a Stefano e Fabiola, a bordo del bimotore c'erano anche Esteban Lahoud Bessil Acosta, Osmel Alfredo Avila Otamendi, Paolo Durante, Bruna Guernieri, Sofia (6 anni), Emma (8), Annalisa Montanari, Rita Calanni, Alexander Niermann e Karina Ruiz, Yza Rodriguez Fernandez e Patricia Estela Alcala Kirschner. In tutto 8 italiani, 3 venezuelani ed 1 svizzero.
Attraverso questo mio post voglio dare il mio piccolo contributo affinché non si spengano i riflettori su questa vicenda e spingere chi legge a fare altrettanto, perchè è risaputo che il mondo dei blogger ha un certo peso.
Riportiamoli a casa, perché le famiglie abbiano finalmente pace.
Che cosa è successo? Il 4 gennaio 2008 12 persone salgono a bordo di un bimotore ad elica, un Let-410 della compagnia Venezuelana Transaven, diretti alle isole di Los Roques. Qualcosa però non va. Il pilota segnala un avaria ad entrambi i motori e dice che tenterà un ammaraggio. Purtroppo da quel momento di quell'aereo non se ne avrà più traccia. A bordo, come dicevo, 12 persone di cui 8 italiani...
Il 12 gennaio dei pescatori trovano un corpo in mare, sembra che si riaccendano le speranze almeno di riportare a casa i corpi. Invece tutto si spegne nel più assurdo e brutto dei silenzi.
A bordo di quel velivolo c'era anche una coppia romana appena sposata ed in viaggio di nozze, Stefano Fragione e Fabiola Napoli. Questo viaggio da sogno è stato regalato loro dagli amici ed è proprio perchè non riescono a darsi pace di questa cosa, hanno creato il sito www.stefanoefabiola.org. Attraverso questo sito cercano di non far spengere la fiaccola della speranza e nel contempo di tenere viva l'attenzione del media e dello Stato italiano su questa faccenda. Nella sezione foto e video del sito è possibile vedere le foto della ficcolata di Montecitorio, quella organizzata davanti alla Farnesina e altre iniziative.
Oltre a Stefano e Fabiola, a bordo del bimotore c'erano anche Esteban Lahoud Bessil Acosta, Osmel Alfredo Avila Otamendi, Paolo Durante, Bruna Guernieri, Sofia (6 anni), Emma (8), Annalisa Montanari, Rita Calanni, Alexander Niermann e Karina Ruiz, Yza Rodriguez Fernandez e Patricia Estela Alcala Kirschner. In tutto 8 italiani, 3 venezuelani ed 1 svizzero.
Attraverso questo mio post voglio dare il mio piccolo contributo affinché non si spengano i riflettori su questa vicenda e spingere chi legge a fare altrettanto, perchè è risaputo che il mondo dei blogger ha un certo peso.
Riportiamoli a casa, perché le famiglie abbiano finalmente pace.





























2 commenti:
Perdona la precisazione, ma ufficialmente i passeggeri di quel volo sono DISPERSI e non morti.
Hai ragione. Chiedo scusa e correggo immediatamente.
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